Emergenza sanitaria: cosa succede ai voli?

Nell’ultimo mese si è assistito all’espandersi di una epidemia, forse mai vista negli ultimi anni, che non ha tenuto conto di frontiere e limiti di alcun tipo. In Italia il numero delle persone contagiate ha toccato più di 26 mila unità, ma il virus si diffonde velocemente anche nel resto dell’Europa: la Spagna conta 11 mila persone contagiate, la Germania 8 mila e sono tra gli Stati che registrano il numero più alto di contagi, ma anche gli altri non sono immuni. In poco tempo, l’emergenza sanitaria ha costretto i governi a fare i conti con una serie di provvedimenti e disposizioni urgenti per contenere e gestire il contagio.

Cosa è successo in Italia 

L’Italia, il paese più colpito dopo la Cina, è stata la prima nazione europea ad adottare una serie di misure volte a contrastare e contenere il diffondersi del virus, tra cui il divieto di circolazione delle persone sul territorio, se non per necessità, motivi di salute o comprovate esigenze lavorative

Per quanto riguarda i trasporti, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ 11.03.2020 stabilisce che “il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi essenziali”

Anche l’ENAC (l’Ente Nazionale dell’aviazione civile) in un nota ufficiale riprende quanto indicato nel decreto e sottolinea ulteriori disposizioni per gli aeroporti di aviazione generale e per aviosuperfici, elisuperfici e idrosuperfici, ribadendo che sono consentiti i viaggi motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità o effettuati per motivi di salute, nonché i voli finalizzati al rientro presso il proprio domicilio, abitazione e residenza”. 

Prima dell’imbarco, pertanto, tutti i passeggeri dovranno esibire, su richiesta, alle Autorità competenti, un’autocertificazione che attesti la necessità dello spostamento.

Quanto all’operatività del sistema aeroportuale italiano, in applicazione del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, rimangono in attività gli scali di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera Tessera e Roma Ciampino (quest’ultimo disponibile solo per i voli di stato, per il trasporto organi, per i canadai e per i servizi d’emergenza). 

Le società di gestione di tutti gli altri aeroporti  hanno interrotto la propria operatività a partire dal 14 marzo, ad eccezione di Milano Linate dove la sospensione è iniziata lunedì 16 marzo.

Restano invece immutate, almeno per il momento, le disposizioni sul trasporto aereo relativo ai voli cargo e posta, sono garantiti infine tutti voli di stato e di emergenza.

Cosa può fare un passeggero

Con il diffondersi dell’emergenza, per limitare e contrastare l’espandersi del virus e dopo i vari provvedimenti adottati dal Governo Italiano, molti Stati hanno interdetto l’accesso ai passeggeri provenienti dall’Italia e molte compagnie aeree hanno cancellato i propri voli.

Ovviamente in caso di cancellazione del volo, il passeggero ha pienamente diritto al rimborso del biglietto non utilizzato, ma non alla compensazione pecuniaria, in quanto l’emergenza sanitaria in corso rientra pacificamente tra le circostanze eccezionali che escludono ulteriori risarcimenti. 

E’ bene sapere che il rimborso del biglietto spetta anche al passeggero che non può viaggiare per i divieti imposti dal paese di destinazione. Molti Stati infatti, tra cui Israele, Capo Verde, Giamaica, Giordania, Arabia Saudita, Bahrein, El Salvador, Figi, Salomone, Nauru, Isole Marshall, Iraq, Kuwait, Libano, Madagascar, Mauritius, Angola, Seychelles, hanno vietato l’ingresso agli italiani o a chi ha soggiornato in Italia nell’ultimo periodo. 

Possono chiedere il rimborso del biglietto anche i passeggeri impossbilitati a viaggiare in quanto soggetti alle misure di contenimento da Covid-19, ossia tutti passeggeri nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena o il cui spostamento non è determinato da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

In questo caso, però, il vettore in alternativa al rimborso del biglietto, può procedere all’emissione di un buono viaggio di pari importo, che il passeggero può utilizzare entro un anno dall’emissione. E’ quanto previsto dal Decreto Legge del 2 Marzo 2020 n. 9, che, in relazione ai contratti di trasporto aereo, per i casi di impossibilità sopravvenuta riconducibili all’emergenza sanitaria, ha previsto questa misura di sostegno a favore delle compagnie aeree e dei tour operator che stanno ricevendo numerosissime disdette.

Il passeggero quindi, qualora non possa usufruire del trasporto o del pacchetto turistico, dovrà comunicare, entro trenta giorni, il proprio impedimento al vettore o al tour operator, i quali questi entro quindici giorni da tale comunicazione dovranno provvedere al rimborso del biglietto o all’emissione del voucher.

Voli di rientro presso la propria abitazione o residenza

A causa dell’emergenza sanitaria che ha provocato notevoli disagi aerei, in caso di cancellazione, le compagnie non sempre riescono a garantire ai passeggeri rimasti a terra la necessaria assistenza e soprattutto un volo di riprotezione tempestivo, ciò non toglie che il passeggero al quale è stato cancellato il volo di rientro verso la propria residenza ha diritto ad essere tutelato dal vettore, il quale in caso di mancata assistenza dovrà farsi carico delle spese dallo stesso sostenute per il viaggio di ritorno.

In questo caso quindi, ai passeggeri ai quali non viene offerto un volo alternativo, la compagnia aerea dovrà rimborsare la differenza tra il costo del nuovo volo acquistato e quello del biglietto del volo cancellato, nonché le spese sostenute per sostentarsi e pernottare fino al rientro a casa.

Se avete prenotato un volo e siete in condizioni di chiedere il rimborso, o avete subito un disagio aereo scaturito dall’emergenza sanitaria in corso, non esitate a contattare la compagnia aeree per chiedere tutte le informazioni che vi spettano, ma ricordate che anche noi possiamo offrirvi assistenza: scrivete a info@rimborsovoli.it, oppure chiamateci, il nostro team è pronto a rispondere a tutte le vostre domande.