Volare in sicurezza: regole da seguire tra corona virus e aerei

Nelle ultime settimane gli aggiornamenti riguardo a le condizioni sanitarie nei vari Paesi riportano situazioni poco rassicuranti. Il numero delle persone contagiate registra quotidianamente un incremento, tant’è che il Governo ha prorogato le misure di prevenzione per contrastare la diffusione del virus. L’Ue, dal canto suo, sta cercando di stilare una guida in cui definire una serie di indicazioni volte a uniformare le disposizioni o le limitazioni stabilite dai vari Stati membri. L’idea è quella di realizzare una mappa, in cui i Paesi siano evidenziati con colori differenti in base al livello di rischio esistente sul territorio, che possa agevolare i viaggiatori nel reperire informazioni prima di un viaggio e consentire così ai passeggeri di volare in sicurezza.

Come volare in sicurezza

Il Dpcm del 7 agosto 2020 ha riconfermato, anche nell’ambito dei trasporti, alcune misure di prevenzione igienico sanitarie e di organizzazione, volte a contrastare il diffondersi del Covid-19, da osservare negli aeroporti e sugli aerei per garantire ai passeggeri di viaggiare in sicurezza. Tali disposizioni, che qui riportiamo sinteticamente, sono destinate ai gestori, agli operatori aeroportuali, ai vettori e ai passeggeri.

  • Gli spazi di entrata e di uscita devono essere separati, gli spazi comuni, invece, devono essere ben organizzati in modo da diluire il passaggio dei viaggiatori, evitando affollamenti.
  • È obbligatorio mantenere una distanza interpersonale di un metro, solo i passeggeri potranno accedere al terminal dove si procederà alla misurazione della temperatura. È vietato salire sull’aereo se il viaggiatore ha una temperatura che supera i 37,5 gradi.
  • Le mascherine devono essere cambiate ogni 4 ore e ogni passeggero deve portare con sé un numero di mascherine sufficienti per la durata del viaggio. È possibile non rispettare la distanza interpersonale se in aereo sono previsti sistemi di aerazione specifici per purificare costantemente l’aria.
  • I movimenti sull’aereo devono essere limitati il più possibile. Le procedure di imbarco e sbarco dall’aereo e le disposizioni sui bagagli a mano possono essere concordate tra vettori e gestori aeroportuali purché siano sempre rispettate le distanze interpersonali e si garantisca un flusso continuo dei passeggeri.
  • È previsto l’uso delle cappelliere: gli indumenti però devono essere disposti in contenitori monouso ricevuti al momento dell’imbarco per limitare gli spostamenti in aereo.
  • Al momento del check-in online o prima di imbarcarsi i viaggiatori dovranno presentare un’autocertificazione sul proprio stato di salute con l’attestazione di non aver avuto contatti con persone affette da Covid-19.
  • Anche gli spazi preposti al ritiro dei bagagli devono essere ben definiti e segnalati in modo da indicare un percorso guidato per agevolare il fluire dei passeggeri e velocizzare le operazioni.
  • Ai gate e negli ambienti comuni devono essere disposti distributori di disinfettanti per le mani e altri prodotti di disinfezione. Inoltre, i terminal e gli aerei dovranno essere igienizzati e sanificati anche più volte al giorno in base all’affluenza dei viaggiatori.

Cosa fare se un passeggero risulta positivo al Covid-19

Secondo il Dpcm del 7 agosto 2020 ai passeggeri che manifestano uno stato febbrile, ossia una temperatura superiore i 37,5 gradi, va negato l’imbarco. In questo caso, però resta salvo il diritto al rimborso del biglietto, trattandosi di un negato imbarco per impossibilità sopravvenuta. Le compagnie aeree dovranno quindi rimborsare ai passeggeri i biglietti aerei non utilizzati per negato imbarco dovuto ai sintomi da Covid.   

Anche se non presentano i sintomi da Covid-19, i viaggiatori che giungono dai Paesi considerati ad alto rischio (come indicato nel Dpcm 7 agosto 2020) sono obbligati a raggiungere la propria destinazione con un mezzo privato ed il transito aeroportuale è consentito solo nelle zone dell’aerostazione appositamente dedicate. Questi passeggeri inoltre devono osservare un periodo di quarantena di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata. Nel caso in cui dovessero presentarsi i sintomi della patologia, tali viaggiatori devono avvertire l’Autorità sanitaria competente che provvede ad informarli sulle misure da adottare e i divieti da rispettare.

Cosa fare se nonostante tutte le misure di prevenzione un passeggero è risultato positivo al Covid-19?

Il “contact tracing” è il primo gesto da compiere, cioè individuare ed isolare tutti i possibili casi secondari, in questo caso tutti i passeggeri che possono avere avuto stretto contatto con il viaggiatore risultato positivo.  Una volta individuati i contatti, il Dipartimento di Prevenzione della Regione provvede ad illustrare tutte le informazioni sul virus e sulla quarantena, le norme igienico-sanitarie da rispettare e le azioni da compiere in caso si manifestino i sintomi della patologia, per esempio l’essere isolato in una stanza, misurare la temperatura due volte al giorno, rispondere ai controlli di sorveglianza attiva, lavarsi spesso le mani, comunicare in maniera tempestiva se si manifestano i sintomi.

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